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Laminazione Manuale dei Materiali Compositi

Introduzione

Il metodo di realizzazione dei manufatti in composito, tramite la laminazione manuale, è ancora oggi largamente utilizzato in diversi settori.
Molti appassionati neofiti del settore, spesso fanno l’errore di tentare subito di utilizzare processi di lavorazione più complessi, quali laminazioni sottovuoto o superiori, senza avere nessun tipo di esperienza nelle lavorazioni manuali. Rischiando così di buttare via tempo  e denaro, senza raggiungere gli obbiettivi prefissati.
Affronteremo in questo articolo, l’approccio al metodo di Laminazione Manuale, come in precedenza utilizzerò un video documentario come riferimento didattico.

Descrizione

Il metodo di laminazione manuale, denominato spesso in inglese “Hand Layup”, consiste nel realizzare i manufatti manualmente, senza l’utilizzo di mezzi sottovuoto, pressione o dispositivi e automatismi industriali.

Risulta adatto sia per realizzare stratificati semplici, che a sandwitch.

Si tratta del metodo più semplice ed alla portata di tutti. Consiste nel laminare il tessuto di rinforzo, impregnandolo con la matrice in resina direttamente sulla superficie in lavorazione o sullo stampo. Per fare ciò si utilizzano pennelli piatti, spatole in plastica e anche rulli.
Il processo di indurimento avviene a pressione e temperatura ambiente.
Lo svantaggio di tale processo è che non permette l’evaporazione delle bolle d’aria che si creano nella matrice in resina durante la laminazione.

Inoltre, non è facile controllare lo spessore del laminato, in quanto non è sottoposto a pressione. Di conseguenza il rapporto fibre/resina è difficilmente verificabile. Molto dipende dall’abilità ed esperienza di chi effettua il processo di laminazione.
Per questi motivi, dopo l’indurimento della matrice in resina è richiesta una fase di rifinitura, tramite levigatura e stuccatura del manufatto.

Un altro svantaggio è che l’operatore è esposto alla tossicità delle matrici in resina durante la fase di impregnazione, tale aspetto non è trascurabile nel caso delle resine poliesteri e vinilesteri, che richiedono particolari precauzioni per la sicurezza del personale. A livello hobbistico si consiglia di lavorare sempre con resine epossidiche.

Conclusione
Tale metodo è sempre quello più adatto per imparare a realizzare manufatti in materiale composito, ed è anche piuttosto rapido da praticare. Chi riesce a realizzare dei discreti manufatti con questa tecnica, sarà sicuramente avvantaggiato nell’apprendere metodi più complessi, quali le laminazioni sottovuoto. 

In Pratica

Questo articolo contiene un estratto delle nozioni presenti nel Manuale Basico sui Materiali Compositi, ulteriori informazioni e approfondimenti li troverete nella sezione dedicata del Blog.

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Buone laminazioni a tutti !

EB

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